INTRODUZIONE
Ottant’anni di vita. Ottant’anni di storia. Quattordici presidenti. Centinaia di dirigenti e collaboratori. Migliaia di giocatori. È la Fulgor Trevignano, nata appunto ottant’anni fa, nella primavera del 1946. Un segno della vita che riprendeva dopo la tragedia della guerra. Una realtà che ha vissuto, in questi ottant’anni, momenti esaltanti, ma anche periodi difficili, che è sempre riuscita a superare grazie all’impegno di molti che avevano e hanno nel cuore questa società.
Qui, la storia della Fulgor, dalle sue origini sino ad oggi, cerchiamo di farla rivivere, con i testi che ne raccontano i momenti essenziali e con le foto di tanti dei suoi protagonisti.
È un omaggio ed un ringraziamento a chi ha creato questa società sportiva, a chi l’ha guidata durante questi anni e a tutti coloro che ne hanno vestito e onorato la maglia.
Un racconto che vuole essere un augurio alle future generazioni di poter dare seguito a questa gloriosa storia di sport. Anche se, per molti aspetti finanziari e regolamentari, sarà forse più difficile di quanto sia stato sinora.
La “storia” che segue è suddivisa in capitoli: il primo riguarda il periodo delle Origini; gli altri hanno per titolo il nome del Presidente in carica. Ogni capitolo, come risulta dall’indice che apre il racconto, contiene uno o più capitoletti, fatti di testi e foto, che si possono consultare uno dopo l’altro o anche singolarmente tramite un collegamento multimediale.
Speriamo di aver offerto agli appassionati della Fulgor, ai giocatori di ieri, di oggi e (perché no?) anche di domani, ai tanti dirigenti e collaboratori una sintesi sufficientemente ampia della storia di questa gloriosa società.
Viva la FULGOR TREVIGNANO!
FULGOR LA STORIA – DAL 1946 AL 1954 DON LUIGI FRUSCALZO – fondatore
Signoressa, primavera 1946. È da poco finita la guerra, con i suoi lutti, le sue sofferenze. Ma c’è tanta voglia di riprendere a vivere. Una voglia stimolata ed incoraggiata anche dal giovane parroco, don Luigi Fruscalzo, arrivato a prendere possesso della parrocchia proprio nel momento più confuso della guerra, nell’ottobre del 1943: dopo l’armistizio dell’otto settembre, all’inizio dell’occupazione tedesca, della Resistenza e della guerra civile.
Già nei primi due anni della sua attività, don Luigi aveva dimostrato come intendesse svolgere il suo apostolato: nella sua canonica profughi e sbandati trovavano sempre rifugio e aiuto morale e materiale. Dopo la guerra, questa sua sensibilità trova nuove possibilità di applicazione. Per Signoressa don Luigi diventa un punto di riferimento obbligato e molte attività sorgono per sua iniziativa o con la sua sollecitazione. La più significativa è sicuramente la Fulgor.
I ragazzi della GIAC (l’Azione Cattolica Giovanile) esprimono il desiderio di avere a disposizione un terreno per il gioco del calcio, e don Luigi, convinto che lo sport può essere uno strumento di formazione umana e cristiana, prende in affitto, per lire 75 annue, un appezzamento di terreno di circa 6.000 mq, situato ai lati dell’attuale via Michelangelo. È il primo campo della Fulgor.
Dopo il campo la squadra
Sistemato alla meno peggio il campo, si forma la squadra, il cui nome latino, Fulgor, proposto da un giovane della parrocchia, Walter Cagnotto, è un esplicito invito a perseguire mete gloriose, fulgide e splendenti come gli astri del cielo.
Sul nuovo campo sportivo si disputa il primo incontro ufficiale della Fulgor, nel maggio del ‘46: contro il Montello di Volpago. È una partita in notturna, su un campo illuminato da poche lampade di fortuna, ma è la partita che segna l’inizio di una entusiasmante avventura.
La Fulgor si iscrive al Centro Sportivo Italiano (CSI) e comincia a prendere una fisionomia ben precisa: il primo presidente è naturalmente don Luigi Fruscalzo, che successivamente cederà l’incarico a Gigi Zanin, rimanendo però presidente onorario. Nel ‘47 arriva anche il primo allenatore: Achille Perisutti, friulano di Palmanova, classe 1905, venuto ad abitare a Signoressa, con moglie e tre figli. Perisutti insegna ai ragazzi le regole e le nozioni fondamentali del gioco, ma soprattutto inculca in loro quei concetti di disciplina, tenacia e sacrificio che appartengono alla sua cultura friulana. Sotto la sua guida la Fulgor ottiene i primi risultati che richiamano ragazzi dalle altre frazioni del Comune e dai paesi vicini. La partita, alla domenica, è sempre un evento: per chi la gioca e per chi vi assiste. Il parroco, tra i mugugni dei benpensanti, sposta persino l’orario del vespero per facilitare lo svolgimento delle partite e l’affluenza degli spettatori.
Tanto entusiasmo poi la crisi
Così si continua per un paio d’anni, poi subentra la prima crisi. Perisutti viene trasferito a Mestre per lavoro e la squadra perde la sua guida tecnica. Ma sono soprattutto motivi legati alla mentalità di quel periodo a far diminuire l’interesse per la Fulgor. Il calcio è visto dai più come perdita di tempo: meglio che i ragazzi vadano a lavorare. E poi molti dei parrocchiani non perdonano al parroco questa sua passione: vorrebbero vederlo più solenne in chiesa, più dedito alla predicazione, alle funzioni sacre.
Don Luigi non è tipo da farsi impressionare dai pettegolezzi, ma è evidente che l’entusiasmo della primavera del ‘46 è ormai svanito. E l’attività della Fulgor viene sospesa. I migliori tra i giocatori se ne vanno in qualche squadra vicina, al Montello soprattutto; gli altri tornano a giocare sul piazzale della chiesa o in quello dello scalo ferroviario. Il calcio ufficiale, alla fine degli anni Quaranta, a Signoressa non esiste più.
FOTO DAL 1946 AL 1954



FULGOR LA STORIA – DAL 1954 AL 1969 EUGENIO VISCOMI
Le Origini
LA FULGOR RINASCE
L’epoca di Eugenio Viscomi: 1954-1969
La rinascita della Fulgor inizia nel 1952. Ed è legata al nome di Eugenio Viscomi, calabrese di
Soverato. Per quindici anni sarà lui il motore e l’anima della Fulgor.
Quando Viscomi arriva a Signoressa come capostazione, il calcio ufficiale non esiste più. Il vecchio
campo sportivo è stato abbandonato, ed i ragazzi, nei momenti liberi, come durante e subito dopo la
guerra, sono tornati a giocare nel piazzale della chiesa e in quello della stazione.
Viscomi li osserva con attenzione. Ne ammira la passione. In qualcuno intuisce anche una
predisposizione specifica per il calcio. Decide che è giusto che giochino. E li ospita nell’area interna
della stazione, quella destinata al carico delle merci. Il regolamento delle Ferrovie non lo
consentirebbe, ma per Viscomi la causa vale una piccola infrazione.
IL NUOVO CAMPO SPORTIVO
A poco a poco il gruppo diventa sempre più numeroso e l’area della stazione non basta più. Ci
pensa, ancora una volta, don Luigi, che con una permuta acquista il terreno subito ad ovest della
stazione e lo destina a campo sportivo. I ragazzi lo spianano alla bell’e meglio e lo rendono agibile
per i primi tornei giovanili, disputati nell’ambito del CSI.
Riprende l’entusiasmo per il calcio. E la Fulgor, sotto la guida di Viscomi, torna a vincere. Il primo
successo significativo è quello ottenuto, nel 1956, nella “Coppa Visentin” a Crocetta del Montello.
La finale è tra la Fulgor e il Montello. Nella prima parte della gara i volpaghesi si portano sul
doppio vantaggio, ma i ragazzi di Viscomi reagiscono con orgoglio e chiudono i tempi
regolamentari sul 2-2. E nei supplementari riescono addirittura a vincere, con un gol di Ottorino
“Momo” Giusti.
L’IMPRESA MINESTRA E TANTI VOLONTARI
Dopo i primi successi, si sente il bisogno di un campo sportivo adeguato ai campionati federali.
Don Luigi fa predisporre un progetto per il nuovo campo, completo di spogliatoi e servizi igienici,
poi chiede e ottiene dal CONI un contributo di mezzo milione di lire, che sarebbe stato concesso, ad
opere finite, per retribuire operai che fossero in regola con il libretto del lavoro. Viene così
costituita la cosiddetta “Impresa Minestra”, composta da disoccupati del posto, ai quali, oltre al
compenso in denaro, viene garantito ogni mezzogiorno un pasto caldo (di qui il nome) che essi
consumano nei locali dell’asilo. Con l’aiuto anche di molti volontari e degli stessi giocatori, il
campo è ultimato rapidamente. Nella primavera del 1958 viene ufficialmente inaugurato, alla
presenza del Ministro Lombardi con una partita contro la Zerotina terminata 0-0.
Ora la Fulgor può iscriversi al campionato di Terza Categoria.
I primi anni sono di ricostruzione e di allargamento della base dei praticanti, non solo ragazzi del
Comune ma anche ragazzi provenienti da altri paesi, persino da Treviso. I risultati non si fanno
attendere. L’entusiasmo cresce rapidamente. La Fulgor è uno degli argomenti costanti di
discussione nei bar del paese e soprattutto nel negozio di Gigi Zanin, che ha sostituito don Luigi
nella carica di presidente.
DA FULGOR SIGNORESSA A FULGOR TREVIGNANO
Il 1962 la Fulgor abbandona i connotati frazionali di Signoressa per diventare la squadra di tutto il
Comune. Il passaggio non è indolore, per i soliti motivi campanilistici, ma è una scelta ormai
indispensabile. La decisione viene presa dal consiglio direttivo della Fulgor l’8 luglio del ‘62 e
ratificata dal consiglio comunale pochi giorni dopo. Da quel momento la società prende
ufficialmente il nome di UNIONE SPORTIVA FULGOR TREVIGNANO.
Le Origini
In quegli anni nella carica di presidente, dopo don Luigi e Gigi Zanin, si susseguono diverse
persone: Cirillo Storgato, Antonio Cecchetto, Eugenio Viscomi, che è anche l’allenatore, coadiuvati
da molti sportivi delle quattro frazioni del Comune.
Nel 1963 Viscomi decide di dedicarsi esclusivamente alla presidenza e come allenatore-giocatore
arriva Lino Berti, già capitano e bandiera del Montebelluna. Per sei stagioni, sino al 1969, sarà lui
l’allenatore della prima squadra, mentre le formazioni giovanili sono allenate da Albino Simeoni,
Edoardo Bernardi, Benito Ferro, e dai giocatori più anziani, Attilio Martignago, Remigio Crema e
Narciso Morellato.
È un periodo di grande crescita per la Fulgor, che nel campionato 1968-69 conquista il secondo
posto in Terza Categoria. Ma a livello sportivo il risultato più bello è quello ottenuto nella stagione
1963-64: la Fulgor vince la Coppa Disciplina della Provincia di Treviso, la prima della sua storia.
Un trofeo che viene celebrato con la massima solennità: con tutti gli atleti in campo e don Luigi
felice in mezzo a loro.
Nel 1967 Eugenio Viscomi, trasferito per lavoro, abbandona la Fulgor. Il nuovo presidente è
Giovanni Guizzo, ex-giocatore e personaggio storico della Fulgor, cui succede, il 2 Luglio 1968,
Pietro Robazza. Quindi, il 26 Ottobre 1969, diventa presidente Nilo Pivetta. Con lui inizia un altro
periodo importante nella storia della Fulgor: cinque anni di crescita complessiva e di risultati
prestigiosi.
FOTO DAL 1954 AL 1969



























FULGOR LA STORIA – dal 1969 al 1974 NILO PIVETTA
CINQUE ANNI SEMPRE AL VERTICE
La forza dei giovani
Nilo Pivetta viene eletto presidente della Fulgor il 26 ottobre 1969. Confermato nella carica nel ‘71
e nel ‘73, vi rimane sino all’estate del 1974.
Nilo Pivetta è un imprenditore edile affermato. È anche un politico di primo piano in ambito
comunale, essendo stato sindaco di Trevignano dal 1956 al 1964. È consigliere della Fulgor dal
1966, vicepresidente di Pietro Robazza dal 2 luglio 1968. Che diventi presidente della società
rientra nella logica delle cose.
Pivetta eredita dai suoi predecessori una Fulgor in ottima salute, pronta ormai a fare il salto di
categoria. Lui, di suo, ci mette l’organizzazione, l’entusiasmo, la voglia di sfondare. E il primo anno
è subito successo: su tutti i fronti.
FULGOR UGUALE VITTORIA
La squadra maggiore, affidata ad Attilio Martignago (Lino Berti è passato ad allenare l’Istrana),
vince il campionato da dominatrice e conquista la Seconda Categoria. La vittoria che dà la certezza
matematica della promozione è quella contro il Riese, del 19 aprile ‘70, finita con il punteggio di 2-
0, con reti di Tano Carretta e Angelo Battocchio.
È un successo importante, che corona anni di lavoro e di sacrifici, ma non è l’unico della stagione.
Anche gli “Allievi”, allenati da Edoardo Bernardi, vincono il loro girone e gli “Juniores”, allenati
da Benito Ferro, battendo in finale il Crocetta (4-2), si laureano campioni provinciali. Infine i
“Giovanissimi”, vincendo contro il Montebelluna, si aggiudicano il titolo provinciale dei Giochi
della Gioventù. Insomma, un’annata di successi, festeggiata con una gita premio in quella che allora
si chiamava Jugoslavia ed una partita amichevole contro la squadra di Capodistria.
TANTI GIOVANI PER LA SECONDA CATEGORIA
Per il passaggio in Seconda Categoria i dirigenti della Fulgor rinnovano ampiamente la squadra. Ma
senza ricorrere al “mercato” e senza spendere soldi. L’unico arrivo esterno è quello di Carlo Berti,
dal Montebelluna. Per il resto, i rinforzi vengono dalla squadra juniores che ha vinto il titolo
provinciale nella stagione precedente. Di loro, Claudio Sernagiotto e Gilmo Ceron sono passati al
Padova; gli altri vengono tutti promossi in prima squadra. È una Fulgor molto giovane, dunque, ma
è una bellissima Fulgor, che si impone come protagonista e conquista stabilmente i primi posti della
classifica. Anzi, per molte domeniche è in testa da sola. Nella fase finale del campionato paga il
prezzo dell’inesperienza, soprattutto sul piano della tenuta fisica, ma finisce comunque sesta con 29
punti.
Il secondo campionato di Seconda categoria (1971-72), dopo un inizio faticoso, la squadra ritorna
sui suoi livelli e chiude il campionato in terza posizione, a 31 punti. E, particolare che non guasta,
soprattutto per i tifosi, davanti ai cugini del Montello. Il Montello vince comunque il campionato
l’anno successivo (1972-73), ma la Fulgor non sfigura: è quarta con 30 punti (12 vittorie, 6 pareggi,
8 sconfitte; 38 gol fatti, 30 subiti). Il risultato viene confermato nella stagione successiva, questa
volta con 33 punti (12 vittorie, 9 pareggi, 7 sconfitte; 38 gol fatti, 25 subiti).
Insomma, quando Nilo Pivetta lascia la presidenza della Fulgor, può vantare un bilancio
decisamente positivo: una promozione e quattro campionati da protagonista in Seconda Categoria.
Inoltre Pivetta può vantare un settore giovanile che ha continuato a crescere, a sfornare giocatori
(praticamente tutti del comune di Trevignano) e a mietere successi. Basti pensare che nella stagione
1972-73 hanno vinto il campionato provinciale sia la formazione “allievi” che quella “juniores”, entrambe
allenate da Carlo Berti.
FOTO DAL 1969 AL 1974











FULGOR LA STORIA – DAL 1974 AL 1984 DINO GHELLER
CON DINO GHELLER UNA FULGOR AMBIZIOSA
Un periodo esaltante, irripetibile
È il 1974 quando Dino Gheller diventa presidente della Fulgor. È un giovane imprenditore, Dino Gheller, che ha avuto l’abilità di lamciarsi nell’edilizia proprio negli anni del boom. Ed ha fatto fortuna. Nello sport comunale è già presente, perché sponsorizza una gara ciclistica di un certo rilievo. Nella Fulgor, è entrato da poco, in rappresentanza della frazione di Musano. E proprio i consiglieri di Musano, ma non solo, lo spingono al grande passo: diventare presidente. Il progetto si concretizza in estate, quando viene convocata l’assemblea dei soci per il rinnovo del consiglio direttivo. Dino Gheller, con larga maggioranza, sorpassa Nilo Pivetta e diventa presidente Per dieci anni la Fulgor sarà la sua vita: dire Fulgor o Dino Gheller sarà la stessa cosa.
Gheller ha idee ben precise per il futuro della società. Non parte dal nulla, perché la Fulgor è ormai una realtà della Seconda Categoria e soprattutto è una realtà il suo settore giovanile, che, nato negli anni di Viscomi, è diventato un’autentica fucina di ottimi calciatori durante gli anni di Pivetta. Ma Dino Gheller vuole una squadra ancora più forte. Anzi, molte squadre forti. Tutte: dai pulcini alla prima squadra. E fa capire subito che a lui la Seconda Categoria va stretta, molto stretta. Bisogna salire: il più presto possibile.
1974 -1976 due stagioni di attesa
I primi due anni della gestione Gheller, sono costituiti di luci ed ombre. La squadra, pur rafforzata da alcuni buoni acquisti, non riesce a centrare l’obiettivo del salto di categoria che i progetti di Dino Gheller prevedevano. Nel 1974-75 si classifica al secondo posto, con 33 punti (13 vittorie, 7 pareggi, 6 sconfitte, 43 gol fatti, 19 subiti). L’anno successivo, campionato 1975-76, con il nuovo campo sportivo comunale, inaugurato proprio nel settembre del 1975 con un’amichevole tra la Fulgor e la Primavera del Treviso (3-0 per la Fulgor), vincere il campionato sembra un traguardo quasi obbligato. Ma le previsioni non vengono rispettate. Il salto di categoria deve essere ancora rinviato.
1976-1977 con Giovanni Vincenti in Prima Categoria
Gheller non si rassegna. Affida la squadra a Giovanni Vincenzi, che ha alle spalle un discreto curriculum da giocatore, anche tra i professionisti. Da lui Gheller si aspetta un salto di qualità: nel gioco, nei risultati, soprattutto nella mentalità. Alla Fulgor si deve giocare per vincere. Acquista anche giocatori importanti, primo tra tutti Rinaldo Mazzonetto, un goleador dal rendimento sicuro, che in due stagioni nella Fulgor realizzerà quarantasette gol.
C’è molto entusiasmo attorno alla Fulgor. Si ha la sensazione che non si ripeteranno le delusioni dei due anni precedenti. Il campo non tradisce le attese. Il campionato è tutto all’insegna della Fulgor, che al terzo tentativo centra l’obiettivo della Prima Categoria, assicurandoselo addirittura con quattro giornate d’anticipo.
Gioie dal Settore Giovanile
Nel frattempo è cresciuto anche il settore giovanile. Non è una novità assoluta, perché la Fulgor ha sempre curato il settore giovanile, nel quale ha giocato, più o meno a lungo, la stragrande maggioranza dei ragazzi del Comune. Ma Dino Gheller non si accontenta dei ragazzi di Trevignano. Ne va a prendere altri, dai Comuni vicini e spesso anche da quelli tutt’altro che vicini. Gli osservatori della Fulgor individuano i ragazzi migliori della Marca e cercano di assicurarseli. I pulmini di Gheller e le macchine dei dirigenti fanno il giro ogni giorno per prelevarli e riportarli a casa dopo l’allenamento. Insomma, la società cresce. Il suo settore giovanile si appresta a rivaleggiare con il migliore in assoluto, quello del Montebelluna.
E proprio a Montebelluna si ha, per così dire, la consacrazione ufficiale del settore giovanile della Fulgor. Succede nel settembre del 1976, nel prestigioso torneo nazionale per allievi “Città di Montebelluna”. I ragazzi della Fulgor, allenati da Carlo Berti, disputano un ottimo torneo. Solo in finale devo cedere ai padroni di casa, che vincono con due gol di testa di un ragazzino per il quale già allora tutti pronosticavano un futuro di gloria, Aldo Serena. La Fulgor, pur sconfitta, si impone all’attenzione generale. Tutti capiscono che a Trevignano si fa veramente sul serio.
Per la stagione 1977-78 Dino Gheller prepara un settore giovanile ancor più ambizioso. A dirigerlo arriva Berto De Bortoli, prima maestro di calcio a Montebelluna, con cui ha vinto anche la Coppa Italia, poi autore, con il Montello, di una entusiasmante scalata sino alla serie D, la prestigiosa quarta serie di allora. A collaborare con De Bortoli ci sono Ennio Pupulin e Andrea Agnoletto. Con loro il settore giovanile della Fulgor diventa la grande novità nel panorama calcistico provinciale e regionale.
La Fulgor tra le grandi
Dalla Prima Categoria alla Promozione
Conquistata la Prima Categoria, Giovanni Vincenzi viene confermato allenatore della prima squadra, ulteriormente rinforzata per non mancare l’obiettivo della seconda promozione consecutiva. La squadra parte molto bene. Poi però si spegne. Ed è l’allenatore a pagare per tutti: Vincenzi viene licenziato e sostituito con Berto De Bortoli. È una decisione che crea molte polemiche, anche tra gli stessi consiglieri della Fulgor; un bel gruppo dei quali, due giorni dopo il licenziamento, si reca a casa di Vincenzi a consegnargli una targa per ringraziarlo di quello che ha fatto e confermargli la propria stima. Il cambio dell’allenatore non produce comunque gli effetti sperati. E la Fulgor non vince il campionato: è seconda con 38 punti.
1978-79 l’anno dei Cosmos
In estate Dino Gheller decide di giocare il tutto per tutto. Confermato De Bortoli, si assicura le prestazioni di personaggi dal nome altisonante, come Rinaldo Cavasin, Andrea Agnoletto e Gastone Marchi, tesserati come allenatori del settore giovanile e giocatori per la prima squadra. Dal Montebelluna torna a casa Angelo Visentin. È l’anno dei “Cosmos”, come viene chiamata scherzosamente la Fulgor ad imitazione della famosa squadra di New York che in quegli anni aveva tesserato i migliori giocatori del mondo, da Pelè a Beckembauer a Chinaglia.
È una Fulgor che, quando ingrana, vince e fa spettacolo. Ma non sempre la squadra riesce a dare il meglio. Anche perché quello che doveva essere il suo punto di riferimento, Andrea Agnoletto, si infortuna seriamente già in precampionato e deve smettere definitivamente di giocare. Fatto sta che alla fine la Fulgor non vince neppure questa volta: ancora seconda, con 41 punti, dietro al Portobuffolè.
Dino Gheller, deluso, decide di cambiare un’altra volta: basta con i vecchi, largo ai giovani. Una scelta logica e ponderata, perché il settore giovanile, su cui molto si è investito, comincia a dare i suoi frutti. Proprio nella stagione 1978-79, infatti, la Fulgor ha vinto tutti i campionati giovanili a cui partecipa: allievi, giovanissimi e pulcini. Gli allievi, campioni ex aequo con La Rocca di Monselice, hanno perso solo ai rigori – dopo aver nettamente dominato la partita – lo spareggio per il diritto a disputare le finali interregionali della categoria. Ma due di loro, Gianni Biancuzzi e Francesco Tamborra, sono stati selezionati per la rappresentativa veneta “Primavera” che all’Olimpico di Roma ha conquistato il titolo nazionale sconfiggendo la rappresentativa pugliese.
Attingendo abbondantemente ai giovani viene dunque costruita la formazione 1979-80. E con i giovani viene promosso alla prima squadra anche l’allenatore degli allievi, Ennio Pupulin. L’obiettivo è uno solo: conquistare la Promozione.
1979-80 la promozione, finalmente
Che sia l’anno buono, lo si capisce subito. Il giorno del raduno precampionato, al campo di Signoressa, ove i giocatori iniziano ad allenarsi per non rovinare il terreno del centro sportivo comunale, ci sono oltre cento tifosi ad assistere alle prime sgambate della squadra. L’entusiasmo è grande e la squadra non lo deluderà.
Le formazioni più quotate per la vittoria finale sono il Caerano, il Crocetta e il S. Lucia. Anche la Fulgor è necessariamente tra le favorite, ma dopo le delusioni dei due anni precedenti e dopo i molti cambiamenti avvenuti in estate, un po’ di prudenza è d’obbligo. Invece, dopo poche giornate di campionato la Fulgor è già in testa alla classifica.
La squadra è solida, gioca bene e ha una fisionomia definitiva. In porta si alternano Giuliano Pontello, il titolare, Aldo Soligo e Cresti. In difesa Pippo Gobbato è il terzino destro, Agostino Stival lo stopper, Renato Gallina quello che allora si chiamava “libero”, Valerio Michielin il fluidificante sulla fascia sinistra. A centrocampo troneggia Angelo Visentin, il capitano, che con i teen-agers Gottardo Vincenzi e Adriano Semenzato costituisce un trio in cui si sommano doti tecniche, forza fisica e fantasia. In attacco giocano Roberto Gagliazzo, Flavio Pontello, e altri due “under 20”, Francesco Tamborra e Andrea Pizzolon. La Fulgor termina il girone d’andata imbattuta e prima in classifica a pari punti con il Caerano; il Santa Lucia è staccato di poco.
Sono queste le tre formazioni che si contendono il primato sino alla fine del campionato. La squadra di Pupulin ha qualche domenica di incertezza: a sei giornate dalla fine è preceduta dal Caerano e raggiunta dal Santa Lucia. Ma proprio allora la Fulgor diventa irresistibile: vince tutte le partite, tre in casa e tre in trasferta, segnando quindici gol senza subirne nessuno. L’ultima partita si gioca sul campo del Nervesa, sotto una pioggia continua e fastidiosa. Il Nervesa, già retrocesso, non regala nulla. La Fulgor domina l’incontro, ma manca più volte la stoccata decisiva. Solo a quattro minuti dal termine Roberto Gagliazzo, servito da Angelo Visentin, segna il gol della vittoria e della promozione. Il Caerano, pur imbattuto, è staccato di un punto. La Fulgor ha vinto il campionato con un ruolino di marcia di tutto rispetto: 46 punti (18 vittorie, 2 sconfitte, 10 pareggi), 47 gol all’attivo (secondo attacco dopo il Caerano con 49) e solo 13 subiti (miglior difesa). La scommessa di Dino Gheller è vinta: la Fulgor giocherà in Promozione.
Se per la prima squadra il 1979-80 è un’annata straordinaria, risultati interessanti giungono anche dalle formazioni giovanili. Gli allievi, allenati da Andrea Agnoletto, vincono nuovamente il campionato regionale di eccellenza, anche se poi, come già successo l’anno precedente, perdono lo spareggio finale con il Laghetto di Vicenza. Ottimi risultati ottengono anche giovanissimi e pulcini. Ma, al di là dei risultati, ciò che importa è che il vivaio produce ormai stabilmente i giocatori per la prima squadra. E la Fulgor, dopo aver vinto il campionato, non ha bisogno di acquistare giocatori per affrontare la categoria superiore: li ha già in casa. Anzi può persino permettersi il lusso di cederne qualcuno.
Fulgor UGUALE calcio spettacolo
1980-81 – Un campionato storico
L’anno della Promozione inizia con una sorpresa: Ennio Pupulin, il tecnico che aveva guidato la squadra alla vittoria, non viene confermato. Viene promosso, dalla squadra allievi, Andrea Agnoletto. È una scelta discutibile, sicuramente poco riconoscente verso chi aveva guidato la squadra alla sospirata Promozione. Ma non è una scelta cervellotica. Ha un obiettivo preciso: lanciare i molti giovani che Agnoletto ha cresciuto nel settore giovanile.
E infatti Dino Gheller, per affrontare il campionato di Promozione, non spende soldi al mercato del calcio. Anzi cede al Treviso due ragazzi che erano stati tra gli artefici della promozione, Francesco Tamborra e Andrea Pizzolon. Con loro partono anche altri promettenti elementi del settore giovanile: Di Miceli, Carlo Pizzolon e Ladino al Vicenza, Alessandro Vincenzi all’Abano. L’unico acquisto della Fulgor in vista del campionato di Promozione è Mauro Nobile, chiamato a fare il “libero”. Per il resto, i rinforzi arrivano tutti dal settore giovanile: Roberto Morao, Lucio Marchetto, Ernesto Soldan, Stefano Gheller, Fernando Graziati, Marino Volpato, Mauro Tabarin.
È una Fulgor giovanissima, dunque, quella che Agnoletto costruisce attorno ai “vecchi” Gobbato, Visentin, Stival, Gagliazzo e i due Pontello, Giuliano, il portiere, e Flavio, l’attaccante. È una Fulgor sorprendente, che parte a razzo e alla terza giornata, con tre vittorie consecutive, è già sola in testa alla classifica. La conferma della forza della Fulgor si ha il 16 novembre, quando a Trevignano arriva il Cittadella di Berto De Bortoli. Il primo tempo della Fulgor è da manuale: il Cittadella finisce sotto di tre gol (Semenzato al 4’, Soldan al 14’ e 41’). Nella ripresa gli ospiti reagiscono e segnano due gol; la Fulgor sbaglia un rigore, ma vince con pieno merito.
L’entusiasmo è alle stelle. Sorgono i Fulgor Club nelle frazioni. Le tribune dello stadio sono sempre piene e moltissimi tifosi seguono la squadra anche in trasferta. La Fulgor, insomma, coinvolge tutti. Tutti vogliono sentirsene parte.
Al termine del girone d’andata, la Fulgor è seconda in classifica con 19 punti (7 vittorie, 5 pareggi, 3 sconfitte; 24 gol segnati, 16 subiti). La Pievigina la precede di quattro punti, ma per una matricola è un risultato di grande prestigio. Un risultato anche che fa sognare, perché saranno promosse al campionato interregionale le prime due squadre classificate. La Fulgor non si tira indietro.
E l’8 febbraio, a Pieve di Soligo, in casa della Pievigina prima in classifica e imbattuta, sembra proprio che il suo sogno possa diventare realtà. In uno stadio gremito all’inverosimile, la Fulgor attacca dal primo minuto e distrugge letteralmente gli avversari. Segna Visentin al 19’, raddoppia Soldan al 29’ con una rovesciata da applausi; nella ripresa al 54’ chiude il conto ancora Visentin. Anche i tifosi della Pievigina si inchinano al bel gioco della squadra di Gheller e Agnoletto e la applaudono ripetutamente.
Una settimana dopo, però, la Fulgor perde in casa (1-2) con il Vittorio Veneto e i sogni di promozione si sgonfiano. Chiude comunque il campionato in maniera assolutamente onorevole: alla fine è quinta, davanti a squadre ben più titolate e, all’inizio di stagione, ben più ambiziose.
Tre anni appassionanti poi l’addio di Dino
Si conclude l’età dell’oro
Nell’estate dell’81 Dino Gheller smantella la squadra che ha così ben figurato nel primo campionato di Promozione. Adriano Semenzato viene ceduto al Pordenone, Valerio Michielin al Venezia, Angelo Visentin al Cittadella, Mauro Nobile al Caerano; Roberto Gagliazzo smette di giocare e Gobbato si svincola. È una scelta obbligata: le piccole squadre devono ogni anno cedere i giocatori più richiesti per rimettere in sesto il bilancio. Tuttavia in casa Fulgor non ci si preoccupa più di tanto. Il settore giovanile è florido, gli allievi fortissimi: è giusto che trovino posto in prima squadra.
1981-82 un anno di grande sofferenza
Andrea Agnoletto condivide le scelte della società. E con grande impegno tenta di costruire la nuova squadra. Ma l’inizio del campionato è disastroso: due punti soltanto nelle prime cinque partite. I tifosi, ormai abituati al bel gioco e ai risultati, contestano la squadra. Ci sono soprattutto contrasti interni, tra dirigenza, direttore sportivo e allenatore, con i giocatori schierati con il loro allenatore. È una situazione paradossale. Per tutto l’inverno, la squadra non brilla, ma naviga in acque discretamente tranquille. Ai primi tepori di primavera, però, la Fulgor si scioglie come neve al sole. Gheller sostituisce Andrea Agnoletto con Luciano D’Andrea, ma la situazione non migliora. La parte finale del campionato è una sofferenza. La Fulgor conclude nona, con 28 punti: con un punto in meno sarebbe retrocessa.
1982-83 Fulgor contro Giorgione
Dopo la brutta esperienza passata, in vista della stagione 1982-83 Dino Gheller è costretto a rifare ancora una volta la Fulgor, che resta affidata a Luciano D’Andrea: riporta a casa Valerio Michielin, che a Venezia non ha trovato la fortuna sperata, acquista il terzino Marino Bortoletto, il tornante Giuliano Sottana e soprattutto il bomber Renzo Santello. Il cocktail di giovani ed esperti si rivela subito convincente. Memorabili in quella stagione soprattutto le sfide con il Giorgione, lo squadrone che Renato Vudafieri ha costruito con il preciso obiettivo di stravincere il campionato, affidandone la guida tecnica proprio ad Andrea Agnoletto. Dalla Fulgor sono passati alla squadra castellana anche Mariano Agnoletto, fratello di Andrea, e i giovani Soldan, Tedino e Tabarin.
Alla seconda giornata dell’andata, a Castelfranco, la Fulgor si trova subito sotto di un gol, su rigore, e in dieci uomini per l’espulsione di Marchesin. Quelle dell’arbitro sono due decisioni scandalose, che allo stadio nessuno, nemmeno il più sfegatato dei tifosi castellani, riesce a comprendere. Ma ormai la partita è compromessa. La Fulgor comunque non si arrende. Per 80 minuti costringe il Giorgione nella sua metà campo, sfiora ripetutamente il gol, reclama un rigore che l’arbitro non concede. Soprattutto impartisce una lezione di calcio. Ma il risultato non cambia. E la Fulgor esce dal campo tra gli applausi, ma sconfitta. Però con una consapevolezza: se il Giorgione vorrà vincere il campionato, dovrà fare i conti anche con lei. Fulgor e Giorgione concludono infatti il girone d’andata perfettamente appaiate in vetta alla classifica: 9 vittorie, 5 pareggi e 1 sconfitta a testa, per un totale di 23 punti. La seconda giornata di ritorno, il 30 gennaio ‘83, prevede lo scontro diretto, a Trevignano. La Fulgor ha perso la domenica precedente (0-2 a S. Polo) e il Giorgione si è avvantaggiato di due lunghezze. Se vincesse a Trevignano, la squadra castellana potrebbe prendere il largo. Per questa sfida al vertice, allo stadio accorrono oltre millecinquecento spettatori, per un incasso record di oltre sei milioni di lire. A dirigere la gara è venuto, da Ascoli Piceno, un arbitro che poi farà strada: Cinciripini.
La Fulgor dei giovani (ha, in totale, 37 anni meno degli avversari) gioca alla grande e al 22’ del primo tempo Flavio Pontello la porta in vantaggio: la solita punizione dal vertice dell’area, con palla all’incrocio alla sinistra del portiere. Poi resiste al ritorno, in verità poco convinto, dei castellani e vince in maniera assai più netta di quanto non dica il risultato. E riagguanta il Giorgione in vetta alla classifica.
Nelle domeniche successive, però, quasi appagata da quel successo, la Fulgor si spegne e si lascia staccare dai castellani, che vanno a vincere il campionato. Chiude in quarta posizione, con 35 punti (12 vittorie, 11 pareggi, 7 sconfitte; 30 gol segnati, 23 subiti), a soli due punti da quel secondo posto che era chiaramente alla sua portata.
Risultati importanti arrivano anche dal settore giovanile, per il quale Gheller ha scelto due nuovi allenatori di grande valore: Giuseppe Bonfà per gli allievi regionali di eccellenza e Maurizio Codogno per i giovanissimi regionali. Il campo conferma le aspettative. Gli Allievi nel campionato regionale di eccellenza terminano al secondo posto tra le formazione dilettanti; i Giovanissimi regionali sono primi tra le formazioni dilettanti e quarti assoluti dopo Montebelluna, Treviso e Vicenza, mentre i Giovanissimi provinciali sono anch’essi primi tra i dilettanti e secondi assoluti dopo il Montebelluna.
Dino Gheller prepara l’addio
Una società sempre protagonista
Per la Fulgor la stagione 1982-83 è stata dunque ampiamente positiva. Però si è conclusa con una grande sorpresa: Dino Gheller abbandona la presidenza della società. Dice che vuole dare alla Fulgor una struttura diversa, più stabile, che non dipenda solo da lui. Ha capito che presto, per motivi professionali e familiari, dovrà staccarsi definitivamente dalla Fulgor e, saggiamente, vuole preparare per tempo il passaggio ad un’altra forma di gestione.
Il nuovo presidente è Gino Pozzebon, da anni vicepresidente. Gheller riserva per sé il ruolo di direttore tecnico e soprattutto diventa lo sponsor della squadra, che infatti si chiama “Gheller Trevignano”. Il nome Fulgor scompare momentaneamente dalla denominazione ufficiale, anche se rimane nel cuore di tutti i tifosi.
Per quanto riguarda la formazione maggiore, affidata ad un nuovo allenatore, Roberto Sponchiado, Gheller cede Valerio Michielin, ma si riprende dal Pordenone Adriano Semenzato. Per il resto, fiducia ai giovani, su tutti Ermanno Zia e Mirko Castellan.
La riscossa con Romeo Campagnola
La Fulgor dovrebbe essere uno squadrone, invece alle prime battute del campionato 1983-84 fa cilecca. Perde due partite consecutive, non riesce a segnare la miseria di un gol nemmeno in allenamento. Insomma, un disastro. Prima che sia tardi Gheller decide, con l’approvazione di tutto il consiglio, di esonerare Sponchiado e di sostituirlo con Romeo Campagnola. A rinforzare la difesa torna da Caerano anche Mauro Nobile.
La prima partita della nuova gestione, a Murano, finisce come le precedenti: con una sconfitta. Poi la Fulgor si riprende e con dieci risultati utili consecutivi risale tutta la classifica, sino al primo posto. Ancora una volta è una Fulgor protagonista. E tale resterà sino alla fine del campionato. Solo nelle ultime domeniche la squadra ha un certo rilassamento che le fa perdere qualche posizione in classifica. Finisce quinta, con 34 punti: 12 vittorie, 10 pareggi, 8 sconfitte; 26 gol segnati, 20 subiti.
Dino Gheller abbandona. finisce l’epoca d’oro
Per sua ultima stagione nella Fulgor, nel suo ruolo di direttore sportivo, Dino Gheller aveva rinforzato ancor di più il settore giovanile, soprattutto a livello allenatori. A Giuseppe Bonfà aveva assegnato il ruolo di coordinatore tecnico del settore giovanile e di preparatore atletico di tutte le squadre; confermato Maurizio Codogno per i Giovanissimi, aveva chiamato, per gli allievi regionali, Luciano Favero, che con il Caerano aveva appena vinto il Torneo della Marca. Un investimento che ha dato i suoi frutti: Allievi e Giovanissimi vincono i rispettivi campionati regionali, mentre gli esordienti, allenati anch’essi da Codogno, vincono il campionato provinciale con un ruolino di marcia impressionante: 14 vittorie, 4 pareggi, nessuna sconfitta; 69 gol fatti, solo 8 subiti.
Ancora una volta, è stata una grande stagione. Ma questo, a fine campionato, conta poco. Il fatto nuovo, di cui tutti discutono e per cui tutti si preoccupano, è un altro: Dino Gheller ha abbandonato definitivamente la società. Per la Fulgor finisce un’epoca: gloriosa, entusiasmante, irripetibile. Quella nuova è tutta da inventare.
FOTO DAL 1974 AL 1984



































FULGOR LA STORIA – DAL 1984 AL 1986 GINO POZZEBON
QUASI UNA RIVOLUZIONE
La Fulgor dei giovani
Quando, nella primavera dell’84, Dino Gheller decide di abbandonare il calcio, nella Fulgor per qualche settimana scoppia il panico. La società da dieci anni si era identificata con il suo presidente: lui aveva assunto tutte le decisioni, aveva scelto i tecnici e i giocatori, soprattutto aveva finanziato la società. E ora? I dirigenti non sanno quanto costi un campionato di Promozione. Quando le cifre vengono messe nero su bianco, i più si spaventano. Non ci sono debiti, perché Dino Gheller, da gran signore e da appassionato della Fulgor, se ne è andato regalando alla società l’intero capitale giocatori. Quello che preoccupa sono le spese di gestione della squadra. I vecchi consiglieri si defilano quasi tutti.
Resiste il presidente, Gino Pozzebon, imprenditore nel campo dell’impiantistica elettrica per hotel, banche, ospedali, navi da crociera. La sua ditta, in quel momento, ha oltre un centinaio di dipendenti. Per dieci anni è stato con Gheller; ha vissuto tutta la stagione d’oro della Fulgor; su richiesta di Gheller, ha accettato di essere presidente. Di sancire la fine della Fulgor proprio non se la sente. Decide di continuare.
Con l’aiuto di Ugo Fedato, il segretario della società, prepara un piano che serva a ridurre le spese, mantenendo competitiva la squadra. Le cessioni sono numerose. Se ne vanno giocatori importanti: Gottardo Vincenzi e Adriano Semenzato, i due idoli dei tifosi, passano rispettivamente al Vedelago e al Giorgione; Giuliano Pontello, il portiere cresciuto in casa che ha difeso la porta della Fulgor dalla seconda categoria alla Promozione, smette di giocare. Partono anche Renzo Santello (Martellago), Marchesin (Pro Roncade), Storer (Caerano) e Borsato.
A sostituire i partenti arrivano Damaso Marconato, un centravanti che nel S. Gaetano in Seconda Categoria ha segnato oltre venti gol, e Andrea Brunello. Ma soprattutto la Fulgor punta sui suoi giovani: sugli ormai collaudati Roberto Morao, Stefano Gheller e Fernando Graziati, su Ermanno Zia e Mirko Castellan che già si erano imposti nell’anno precedente, ma anche su quegli atleti che in primavera si erano aggiudicati il campionato allievi: Paolo Simeoni, Fabiano Viscardi, Walter Giacomini, Paolo Frassetto, Carlo Ninno. Ne risulta una squadra rinnovata, ma non rivoluzionata. Una squadra che, sorretta da Flavio Pontello, Mauro Nobile e Angelo Visentin, appena rientrato dal Montello, può fare la sua brava figura. Romeo Campagnola, l’allenatore che ha condiviso con la società tutte le scelte di mercato, ne è assolutamente convinto.
Tanti giovani alla ribalta
Così è infatti. Damaso Marconato non fa rimpiangere Renzo Santello, Flavio Pontello si inventa numeri da “brasiliano”, specialmente su punizione, Angelo Visentin è il perno del centrocampo, i giovani giocano che è un piacere. I punti arrivano, esattamente come previsto. Non è un campionato di vertice, ma è un campionato senza preoccupazioni, di grande regolarità da settembre a maggio: 14 punti nel girone d’andata (4 vittorie, 6 pareggi, 5 sconfitte; 14 gol segnati, 17 subiti) e 15 nel girone di ritorno (4 vittorie, 7 pareggi, 4 sconfitte; 17 gol segnati, 12 subiti). Il nono posto in classifica accontenta ampiamente dirigenti e tifosi.
Tanto più che allo stadio si è continuato a vedere un bel calcio. E si sono visti spuntare alcuni campioncini che negli anni successivi faranno parlare di sé in squadre di categoria superiore. Su tutti Zia e Castellan, che dimostrano una tale personalità che quando vengono selezionati da Berto De Bortoli per il trofeo “Barassi” nessuno si stupisce. E sembra naturale che nella finale di Fontanafredda, che il Veneto vince nei tempi supplementari diventando campione d’Italia, il migliore in campo sia proprio il ragazzino della Fulgor: Mirko Castellan.
È un’ulteriore conferma di quanto continui ad essere valido il settore giovanile della Fulgor, che nella stagione 1984-85 si segnala soprattutto per la formazione “Giovanissimi”, una squadra, allenata da Maurizio Codogno, che dopo un avvio di campionato incerto, ingrana la quarta e finisce in trionfo: vince il campionato regionale e vince anche la prima edizione del “Torneo Costa”, che la Fulgor organizza per ricordare un giovane tragicamente scomparso, ma anche per mettere in vetrina questi suoi campioncini. La formazione che ha disputato la finale del “Costa”, forse la migliore in assoluto che la Fulgor abbia avuto in questa categoria, merita di essere ricordata: Vidotto, Tamburino, Scottà, Volpato, Perini, Mattiuzzo, Castellaro, Breda, Canova, Dal Moro, Gheller.
Ma, oltre a tutto ciò, la Fulgor nel campionato di Promozione ha ottenuto il risultato più importante, quello a cui teneva di più e che i dirigenti avevano “imposto” alla squadra nel giorno stesso del raduno precampionato, l’agosto precedente: la Coppa Disciplina. In tutto il campionato la Fulgor ha accumulato solo otto punti di penalità: in trenta partite nessuna espulsione, nessun fallo di reazione e una sola ammonizione per proteste; le altre sono tutte ammonizioni per normali falli di gioco.
Un trofeo, la Coppa Disciplina, importante per continuare la tradizione della Fulgor e per l’immagine che la società vuole dare di sé. Ma un trofeo che un anno dopo avrà importanti conseguenze anche sul piano pratico, come vedremo.
LA FULGOR RETROCEDE MA SI SALVA
Il valore della Coppa Disciplina
Nell’estate la Fulgor, secondo tradizione, si rinnova. Se ne vanno Mirko Castellan (S. Donà), Fernando Graziati (Martellago), Marino Bortoletto (S. Polo), Mirko Tesser e Andrea Brunello (Pederobba). A sostituirli arrivano Mario Trabucco dal Giavera e Mauro Corazzin dal Montebelluna. Ma soprattutto vengono promossi in prima squadra, dagli allievi, Walter Giacomini, Paolo Frassetto e Roberto Nascimben, tre ragazzi sui quali si è convinti di poter contare. Per sanare il bilancio e per consentire loro di fare strada nel mondo del calcio, sono stati ceduti anche i gioiellini della squadra “giovanissimi”. Giampaolo Gheller va al Montebelluna e Castellaro al Giorgione. Soprattutto vengono ceduti alla Sampdoria Roberto Breda e Filippo Dal Moro. Dal punto di vista economico, la Fulgor non guadagna moltissimo, ma sotto il profilo dell’immagine sono due cessioni importanti.
In estate c’è un notevole ricambio tra i tecnici delle giovanili. Dopo i bei risultati ottenuti, se ne vanno Luciano Favero, al Montebelluna, e Maurizio Codogno, alla Pievigina. A sostituirli arrivano Roberto Gagliazzo e Enrico Franco. Rimane invece Giuseppe Bonfà, responsabile tecnico di tutto il settore giovanile e allenatore degli “esordienti”, una squadra di grandi promesse, tra le quali spiccano due ragazzini per i quali tutti prevedono un futuro importante nel mondo del calcio: Jonathan Binotto e Patrizio Billio.
Ma torniamo alla prima squadra. La Fulgor inizia il campionato abbastanza bene: pareggia in trasferta a Motta di Livenza, poi vince in casa col Crea. Sembra sulla strada dell’anno precedente. Invece, alla terza giornata, perde inopinatamente a Sedico col Belluno, una squadra debolissima, che infatti a fine stagione sarà ultima in classifica. Si tratta soprattutto di un calo di concentrazione: dopo il bel campionato dell’anno precedente, nei giocatori c’è la convinzione che tutto sarà facile, che la salvezza arriverà abbastanza facilmente. Un atteggiamento che costerà molto caro.
Dopo lo scivolone col Belluno, ci si aspetta la riscossa. Invece, arrivano altre due sconfitte: in casa con Vedelago e poi a Dolo. Due sconfitte che bruciano. Anche perché nella squadra si è rotto qualcosa: non c’è più l’armonia dell’anno precedente e in campo si vede. Ci vorrebbe una decisione drastica: rispedire a casa qualcuno per salvare tutta la squadra. Ma la società non è abituata alle misure forti; si fida dei giocatori, preferisce ragionare e cercare di convincerli a dare il massimo. Purtroppo in questo caso la terapia dolce non funziona. E la Fulgor finisce stabilmente in fondo alla classifica. Al termine del girone d’andata è proprio ultima, con otto punti soltanto.
Con i regolamenti dell’anno precedente, che prevedevano tre sole retrocessioni, il recupero sarebbe ancora possibile: quattro punti non sono un’enormità. Ma la Lega nel frattempo ha stabilito nuove norme: retrocederanno le ultime cinque squadre. Cinque su sedici: una pazzia! Ma questa è la norma, a cui in estate nessuno aveva prestato la dovuta attenzione. Per la Fulgor è una condanna anticipata. In effetti, la seconda parte del campionato è una lenta agonia. Alla fine la Fulgor finisce penultima, con 22 punti soltanto, avendo collezionano 7 vittorie, 8 pareggi e 15 sconfitte.
Raggiunta la salvezza Pozzebon abbandona
Dovrebbe essere retrocessione, ma così non è. Perché in primavera molti dirigenti delle società di Promozione si erano ribellati alle cinque retrocessioni decise dalla Lega. E avevano orchestrato una protesta collettiva, cercando di coinvolgere anche le società non impegolate nella bassa classifica. La partecipazione, presso l’Hotel Agip di Mestre, non era stata altissima e sembrava che la protesta fosse destinata a sgonfiarsi in fretta. Ma a dare man forte ai deboli era intervenuta proprio la squadra più forte, il S. Donà primo in classifica e ormai vicinissimo a salire in Interregionale. Mariano Agnoletto, a nome dei suoi fratelli proprietari della società, aveva annunciato che il S. Donà era pronto a condividere tutte le proteste che venissero decise, compreso lo sciopero di cui si stava discutendo. La mossa generosa e disinteressata del S. Donà aveva spiazzato i dirigenti del calcio regionale, fino ad allora totalmente sordi di fronte alle rivendicazioni ed anche piuttosto arroganti. Alla fine, il presidente Galluppo, per rimediare almeno in parte all’assurdo delle cinque retrocessioni, aveva proposto una soluzione di compromesso: una seconda squadra della Promozione sarebbe stata ammessa all’Interregionale e una delle retrocesse sarebbe stata ripescata. Per questi ripescaggi la Lega si serve di una graduatoria basata quasi totalmente su punteggi automatici, che derivano dalle classifiche negli ultimi anni, dai risultati del settore giovanile, dalla classifica nella Coppa Disciplina, dalle strutture; solo una minima parte del punteggio è lasciata alla discrezione dei dirigenti calcistici. Col suo passato, la Fulgor si trova nettamente prima in classifica. E viene ripescata. Mentre il Caerano, secondo in classifica dopo il S. Donà, viene ammesso all’Interregionale.
Così quando a metà giugno il presidente Gino Pozzebon e tutti i suoi collaboratori lasciano la società, possono ben dire di aver mantenuto le promesse: il bilancio è perfettamente in pareggio e la squadra è ancora in Promozione.
FOTO DAL 1984 AL 1986













FULGOR LA STORIA – DAL 1986 AL 1996 ETTORE GHELLER
SETTE ANNI POSITIVI
Dalla Promozione alla Prima Categoria
Nell’estate del 1986, dopo le dimissioni di Gino Pozzebon, viene eletto presidente della Fulgor Ettore Gheller, fratello di Dino, titolare di una ditta edile. Ettore è un appassionato di calcio, che negli ultimi anni, da vicepresidente di Gino Pozzebon, aveva dedicato molto tempo alla squadra. A lui si deve, tra l’altro, la nascita del torneo giovanile, inizialmente intitolato a “Roberto Costa”, che si disputa ancora ogni anno. Ha anche due figli giocatori: Stefano, il maggiore, nella Fulgor, Giampaolo, il minore, nel Montebelluna. Per di più è presidente del G.S. Signoressa. Insomma, quando si assume l’onere della presidenza della Fulgor, lo fa con la precisa intenzione di non far rimpiangere gli anni gloriosi vissuti dalla società sotto la presidenza di suo fratello Dino.
Il primo anno della presidenza di Ettore Gheller, in effetti, inizia con molto entusiasmo. Ma ben presto la realtà si rivela più difficile del previsto.
Ripescato in Promozione, Gheller decide giustamente di rimanerci e tenta di allestire una squadra capace di ben figurare. Cambia allenatore, promuovendo dalla squadra allievi Roberto Gagliazzo. Poi cede gran parte dei giocatori dell’anno precedente e li sostituisce con una serie di ragazzi, alcuni anche di un certo valore, ma che non riusciranno mai a diventare una squadra vera. E la Fulgor chiude la stagione in ultima posizione in classifica, con 11 punti soltanto al suo attivo: 1 vittoria, 9 pareggi, 20 sconfitte, 16 gol segnati, 49 subiti. Questa volta la retrocessione in Prima Categoria è definitiva.
Non è però una retrocessione devastante. Forse, anzi, si può dire che la Fulgor, dopo gli anni “esagerati” della gestione di Dino Gheller, è rientrata nelle dimensioni che le sue finanze le consentono. La Prima Categoria, insomma, non è una vergogna. Anzi, può essere considerata addirittura una fortuna, perché consente di spendere meno per la prima squadra e di destinare quindi maggiori finanziamenti al settore giovanile, che infatti continua a crescere e a produrre giocatori di notevole valore.
Un grande settore giovanile
In Prima Categoria la Fulgor si trova subito assai bene e per sei stagioni consecutive naviga senza problemi un po’ sopra il centro classifica, tra il quinto e il nono posto. E nel 1992-93, oltre al sesto posto in classifica, ottiene un altro prestigioso risultato: la Coppa Disciplina.
A dirigere la squadra dalla panchina si susseguono Gastone Marchi, Romeo Campagnola, Paolo Galli, Claudio Sernagiotto. In campo si fondono giocatori anziani e giovani prodotti del vivaio locale, tenuti insieme da un capitano straordinario, Stefano Gheller, figlio del presidente: un ragazzo cresciuto negli anni della grande Fulgor con Andrea Agnoletto, maturato con Romeo Campagnola e diventato, stagione dopo stagione, un centrocampista completo e di grande qualità, capace all’occorrenza di trasformarsi anche in goleador. Nella Fulgor, in un certo senso, è sprecato e infatti sono molte le squadre di categoria superiore che lo cercano ad ogni estate. Ma lui preferisce rimanere alla Fulgor e sostenere dal campo gli sforzi che suo padre fa come presidente per tenere alto il nome della società.
Ettore Gheller, secondo la migliore tradizione della Fulgor, dedica la massima cura al settore giovanile. Dà inizio alla Scuola Calcio, per i bambini dai sei anni in su. Allestisce le squadre di tutte le categorie giovanili: pulcini, esordienti, giovanissimi, allievi, juniores. Uno sforzo enorme, sul piano organizzativo e finanziario. Ma uno sforzo che produce i suoi frutti. E che consente alla Fulgor, sino al 1993, di essere una società che, oltre ad uno straordinario passato, può vantare anche un solido presente.
DALLA PROMOZIONE ALLA SECONDA CATEGORIA
Tanto impegno senza i risultati sperati
La caduta progressiva della Fulgor inizia nell’estate del ‘93, quando Ettore Gheller chiede che la Fulgor sia ammessa al campionato di Promozione. La domanda, avendo la Fulgor più titoli sportivi delle altre aspiranti, viene accolta.
Quello di Gheller, non è un gesto scriteriato. La Fulgor, appena arrivata sesta nel campionato di Prima Categoria, sembra in grado di affrontare anche la categoria superiore. Soprattutto Gheller pensa che il salto in Promozione possa rivalutare tutto il settore giovanile, che anche nell’ultima stagione ha ottenuto brillanti risultati: secondi i Giovanissimi regionali e gli Juniores provinciali (78 gol fatti, 17 subiti), quinti gli Allievi regionali.
Purtroppo alle attese non corrispondono i risultati sperati. Il campionato 1993-1994 della Fulgor è un susseguirsi di delusioni e si conclude mestamente con l’ultimo posto in classifica: 2 vittorie, 10 pareggi, 18 sconfitte; 16 gol fatti, 50 subiti.
Questa volta la retrocessione in Prima Categoria lascia il segno: a livello sportivo e a livello societario. Ettore Gheller si trova sempre più solo in società, che diventa un peso sempre più difficile da sostenere. Anche i tifosi sono scomparsi: alla domenica si gioca di fronte a spalti quasi deserti. Forse sarebbe il momento di passare la mano. Ma i pretendenti non ci sono e d’altronde Gheller non vuole abbandonare da sconfitto. Decide dunque di resiste per un altro anno. Un anno che, con queste premesse, non può che risultare disastroso: la Fulgor in ultima posizione anche nel campionato di Prima Categoria (10 punti soltanto, 1 vittoria, 8 pareggi, 21 sconfitte; 19 gol fatti, 56 subiti) e retrocede in Seconda.
Le soddisfazioni, anche in annate così tristi, arrivano, secondo tradizione, dal settore giovanile. Nel 1993-94 sono terzi nei rispettivi campionati regionali sia gli Juniores che i Giovanissimi, e quinti gli Allievi, mentre la Scuola Calcio, nel torneo extrafederale di Vedelago, si classifica al primo posto con nove vittorie e un pareggio su dieci gare. Nell’anno seguente, l’ultimo della gestione di Ettore Gheller, gli Allievi regionali vincono addirittura il campionato, mentre i Pulcini nel loro torneo autunnale ottengono dieci vittorie su dieci gare.
Con queste premesse, ci sarebbero tutte le possibilità di ricostruire la Fulgor. Purtroppo questo tesoro di settore giovanile finisce in frantumi. Ettore Gheller, infatti, per comprensibilissime ragioni dii bilancio che gravava tutto sulle sue spalle, è costretto a cedere tutti i migliori giocatori, compresi gli Allievi che avevano vinto il campionato regionale. Il parco giocatori della Fulgor è praticamente inesistente.
FOTO DAL 1986 AL 1996















FULGOR – DAL 1996 AL 2000 ENNIO FILIPPETTO
Si riparte da zero
La caduta in Terza Categoria
Nell’estate 1995 la Fulgor è davvero ad un passo dalla chiusura. Quando, a fine giugno, convocati dal sindaco e dall’assessore allo sport, si incontrano in municipio alcuni sportivi invitati a prendersi cura della squadra, devono constatare che la Fulgor di fatto non c’è più. Non ci sono giocatori per la prima squadra. Non c’è più il settore giovanile.
La logica suggerirebbe di lasciare che la vecchia Fulgor muoia in santa pace. Ma molti di quegli sportivi, della Fulgor sono stati giocatori, dirigenti, collaboratori. Il sindaco, Gino Pozzebon, ne era stato addirittura presidente. Non se la sentono di decretarne la scomparsa, di rinunciare a quel nome, a quella storia, a quella maglia. A quella realtà sportiva che per tanti anni aveva onorato il Comune di Trevignano a livello regionale se non proprio nazionale. E così sulla logica e sulla razionalità prevalgono i sentimenti: viene cercato e trovato un accordo con Ettore Gheller per rilevare la Fulgor. O, meglio, per ereditarne il nome glorioso. Solo questo, infatti, è rimasto. Per il resto, la Fulgor è una scatola vuota. Bisogna partire da capo. Avviare una vera e propria ricostruzione.
Un direttivo molto partecipato
Il nuovo direttivo della Fulgor nasce il 24 luglio del ’95. È un consiglio molto ampio perché, anche per desiderio espresso dal sindaco Gino Pozzebon, si tenta di attirare all’interno della società sia le persone che ne possono seguire la vita giorno per giorno, sia coloro che si erano resi disponibili a sostenere finanziariamente il rilancio della società. Sono: Ennio Filippetto, eletto presidente all’unanimità, Italo Smania e Mario Schiavon, vicepresidenti, Livio Michielin, Renzo Michielin Armando Veneran, Ferruccio Guidolin, Paolo Zanatta, Ugo Fedato, Angelo Ceron. Il segretario è Corrado Piccolotto, che sarà poi sostituito, causa malattia, da Walter Parin, il cassiere Gianluca Santoboni.
Un po’ per volta, qualche giocatore ricompare. Tornano alcuni che, pur essendo tesserati con la Fulgor, erano fermi da un anno o erano passati agli amatori: Paolo Frassetto, Mirco Osellame, Oscar Michielin, Ermanno Pontello. Qualche altro che per motivi personali aveva smesso di giocare, come i fratelli Martignago, si rimette a disposizione della società.
Con qualche acquisto (Massimo Rumiz dal Vedelago, Alberto Bressan dal Caerano, Stefano Cecchetto dal Montello, Stefano Lazzaro dal S. Cristina) e qualche rientro imprevisto (Mauro Parin e Alessandro Parlatore dal Montello), la squadra acquista la sua fisionomia definitiva. Come allenatore viene scelto Angelo Visentin, vecchia gloria della Fulgor.
Un girone d’andata di grandi speranze
L’inizio del campionato è difficoltoso. Un po’ alla volta però la squadra incomincia a crescere e, pur senza incantare, raccoglie i punti preventivati. Al termine del girone d’andata è sesta in classifica con venti punti. L’obiettivo di un campionato dignitoso sembra a portata di mano.
Ma improvvisamente, nel girone di ritorno, la situazione precipita: la Fulgor perde a ripetizione. C’è sfortuna, sicuramente, ma ci sono anche limiti tecnici che forse, nell’entusiasmo delle prime partite, erano stati sottovalutati.
La società ricorre anche alla decisione estrema: la sostituzione dell’allenatore. È una decisione dolorosa, perché Angelo Visentin non è un personaggio qualsiasi: è stato una bandiera della Fulgor, è amico personale di quasi tutti i dirigenti, ed è stato uno dei più attivi, durante l’estate, nel cercare una soluzione positiva alla crisi della Fulgor. Il suo esonero è l’ultima decisione che i dirigenti vorrebbero prendere. Ma devono tentare il tutto per tutto per salvare la Fulgor. Visentin capisce la situazione e accetta senza la minima polemica; anzi continua a venire al campo a tifare per la Fulgor sino all’ultima giornata.
Il cambio d’allenatore, però, non dà i frutti sperati. E la retrocessione si fa sempre più vicina. Ci sono occasioni che, se sfruttate, potrebbero significare la salvezza, ma la Fulgor non ne approfitta: sbaglia gol incredibili e si fa trafiggere dall’unica conclusione in porta degli avversari.
Alla fine il tonfo in Terza Categoria
La speranza della salvezza, però, non è del tutto svanita. La Fulgor ha ancora a disposizione un doppio spareggio-salvezza. Nel primo, con il pro Piave, viene sconfitta pur avendo giocato decisamente meglio degli avversari. Nel secondo, con il Don Bosco di San Donà, dopo essere passata in vantaggio per prima, gioca invece molto male. E viene sconfitta. Retrocede in Terza categoria. La terza retrocessione in tre anni. La più incredibile. La peggiore e la più dolorosa di tutte. Un balzo indietro di quasi trent’anni nella storia della Fulgor.
Non tutto è da buttare
Sul piano dei risultati, la stagione 1995-96 è la peggiore di tutte nella storia della Fulgor. Perché, oltre al fallimento della prima squadra, il settore giovanile, distrutto l’estate precedente, deve retrocedere nei campionati provinciali e gioca quasi con l’unico scopo di fare esperienza. Di risultati meglio non parlare. Tuttavia, in assoluto, non è stata una stagione negativa. È stata piuttosto una stagione di ricostruzione.
Sul piano societario, però, sono aumentati i soci e i finanziatori ed è stato risanato il bilancio: una premessa indispensabile per qualsiasi programma futuro. Sul piano sportivo la Fulgor ha dato nuovo impulso alla Scuola Calcio, nella quale già si intravedono alcuni elementi di sicuro valore. Ed ha lavorato per costruire un settore giovanile più ampio e più competitivo: ci saranno più squadre, che si vogliono tutte competitive; e ci saranno, per il settore giovanile, più allenatori, tutti qualificati, in modo da seguire sempre meglio i ragazzini.
GLI ANNI DELLA RICOSTRUZIONE
Ritorno in Seconda. Rinasce il settore giovanile
La caduta in Terza Categoria è un momento molto triste per Fulgor. Ma non ci sono scossoni a livello societario. Ennio Filippetto è confermato presidente e tutto il consiglio direttivo resta unito e compatto. Con due obiettivi ben precisi: risalire quanto prima in Seconda Categoria e riportare tutte le squadre del settore giovanile a disputare i campionati regionali.
Per raggiungere il primo obiettivo la Fulgor incontra più difficoltà di quanto si pensasse.
Nel primo anno, stagione 1996-97, la squadra, allenata da Massimo Rumiz, termina il campionato in seconda posizione; è ammessa allo spareggio con il Cendon per salire in Seconda Categoria, ma perde e manca l’obiettivo programmato.
La stagione successiva rischia di avere lo stesso epilogo. La Fulgor conclude il campionato al primo posto (53 punti, 16 vittorie, 5 pareggi, e 3 sconfitte) a pari punti con il Santandrà Povegliano, contro il quale perde però lo spareggio per la promozione alla categoria superiore. Può disputare un secondo spareggio, contro la Godigese, ma perde anche questo. In tre anni, cinque spareggi persi.
In Seconda Categoria arriva comunque: viene ripescata grazie alla vittoria nella Coppa Disciplina. È la terza volta che il successo in questa speciale classifica consente alla Fulgor di ottenere ciò che non era riuscita a conquistare sul campo.
Nelle due annate successive, la formazione della Fulgor, allenata da Paolo Galli, si comporta assai bene nella nuova categoria: nono posto nel 1998-99 e settimo nel 1999-2000.
1998-99: la crescita del settore giovanile
Ma è dal settore giovanile che arrivano le maggiori soddisfazioni, soprattutto in vista del futuro della Società. Nella stagione 1997-98 gli Esordienti, allenati a Paolo Durigon, vincono alla grande il loro campionato: 21 vittorie, 2 pareggi, 3 sconfitte, 80 gol segnati, 15 subiti. Buona stagione, ma con delusione finale, per i Giovanissimi, allenati da Otello De Piccoli: perdono il campionato all’ultimo minuto dell’ultima partita, dopo essere stati in vantaggio addirittura di due gol. I Pulcini di Silvano De Piccoli sono secondi dietro al Montebelluna nel campionato autunnale e primi in quello primaverile.
Dopo due annate in cui si è seminato bene pensando al futuro, i frutti arrivano nella stagione 1998-99. Durante le feste natalizie, i Pulcini, allenati da Silvano De Piccoli, si impongono nel Torneo di Natale di calcio a 5 organizzato dalla Federazione provinciale. In primavera successo degli Esordienti nel trofeo “Dalì” organizzato dal Milan Guarda e dei Giovanissimi nel Torneo “Memorial Roberto Costa” organizzato dalla stessa Fulgor (secondo posto per i Pulcini dietro al Montebelluna). Infine i Pulcini si impongono anche nel torneo Città di Treviso “Memorial Caberlotto”.
Quasi per premiare tanto impegno, i dirigenti decidono di portare le formazioni dei Pulcini e degli Esordienti in gita premio in Svizzera, a Trübbach, nel Cantone di San Gallo, ospiti della locale società di calcio, creata a suo tempo da alcuni emigrati trevigiani, in particolare Danilo Tosello di Musano e suo cognato Ruggero Mussato di Padernello.
Anche nella stagione 1999-2000 il settore giovanile, in cui la Scuola Calcio ha visto la partecipazione di oltre una trentina di bambini e bambine nati negli anni 1992 e 1993, continua ad ottenere buoni risultati.
I Pulcini 1991 si impongono nel Torneo Biancoceleste di Montebelluna. I Pulcini 1990, oltre ad essere sempre nei primissimi posti e spesso nel primo assoluto nei campionati federali, dimostrano la loro qualità in alcuni importanti tornei ufficiali. Sono terzi nel Torneo di Natale, dopo aver perso ai rigori la semifinale. Ai rigori perdono anche la finale del Torneo Costa, contro il Montebelluna, ma pochi giorni dopo si impongono con autorità nel 1° Torneo “Città di Montebelluna”. In tutta la stagione hanno perso solo due volte, ai calci di rigore.
Anche gli Esordienti brillano nei vari tornei, vincendo quello di Natale del Comitato Provinciale e il “Dalì” del NAS Milan Guarda. In campionato, vinta la fase autunnale, sono ammessi a quella primaverile con le formazioni più titolate. Discreto ma non esaltante il campionato dei Giovanissimi Regionali, che comunque ottengono il diritto di rimanere nella categoria anche per la stagione successiva. Meno positiva la stagione degli Allievi Provinciali, che chiudono in un anonimo centro classifica.
FOTO DAL 1996 AL 2000













ANNO CALCISTICO 1995-96






ANNO CALCISTICO 1996-97








ANNO CALCISTICO 1997-98















ANNO CALCISTICO 1998-99









ANNO CALCISTICO 1999-00






FULGOR LA STORIA – DAL 2000 AL 2017 LIVIO MICHIELIN
RITORNO IN PRIMA CATEGORIA
Padre e figlio giocano insieme
Annunciate con largo anticipo, in modo che ci fosse il tempo per predisporre le necessarie sostituzioni, a fine stagione vengono ufficializzate le dimissioni del presidente Ennio Filippetto, del segretario Walter Parin e di altri collaboratori. Per coerenza si dimettono anche gli altri consiglieri e il 6 luglio l’assemblea dei soci elegge il nuovo consiglio direttivo, che nomina presidente Livio Michielin, uno dei consiglieri finanziatori che avevano risposto all’invito del sindaco Gino Pozzebon nel 1995. Livio Michielin rimarrà alla guida della società per diciassette anni: la presidenza più duratura nella storia della Fulgor. Ma resterà poi nel consiglio direttivo anche sino al 2022. Un quarto di secolo nella Fulgor. Gli altri componenti del nuovo Consiglio direttivo, anche questo molto numeroso, sono: Pierenzo Gheller, vicepresidente, Aldo Bonisiol, segretario, Maurizio Bellon, Gianclaudio Costa, Tiziano Danieli, Franco Duravia, Ugo Fedato, Silvano Feltrin, Ferruccio Guidolin, Renzo Michielin, Luciano Pizzolato, Claudio Pozzebon, Italo Smania, Paolo Zanatta.
Livio Michielin e il nuovo consiglio direttivo cercano anzitutto di garantire stabilità alla gestione societaria, a livello finanziario e direzionale. C’è qualche momento di difficoltà, come nella primavera del 2004 con le dimissioni dello stesso presidente e dell’intero consiglio, ma poi tutto si ricompone e la gestione della Fulgor prosegue senza interruzioni.
È un presidente tuttofare, Livio Michielin, che, aiutato dalla sua famiglia e da diversi amici, dedica molte ore giornaliere alla Fulgor, non solo a livello dirigenziale, ma anche per i tanti lavori che si rendono necessari. In segreteria lo assiste, per molti anni, Aldo Bonisiol, memoria storica e appassionata della Fulgor, che egli conosce e ricorda sin dai tempi di don Luigi Fruscalzo, di Gigi Zanin e di Eugenio Viscomi.
Sul piano sportivo, il primo obiettivo della nuova dirigenza è ampliare numericamente le formazioni del settore giovanile e aumentarne la qualità, in modo che da esse possano emergere sempre giocatori in grado di accedere alla prima squadra. Con particolare attenzione ai ragazzi del Comune di Trevignano, che, unitamente alle loro famiglie, devono sentirsi parte della vita e della storia della Fulgor.
A testimonianza dell’interesse verso i giocatori del Comune, il Consiglio Direttivo in questi anni decide di consegnare una targa di riconoscenza a tre giocatori che hanno sempre vestito la maglia della Fulgor, dai pulcini sino alla fine della loro attività sportiva: Oscar Feltrin, Mirko Osellame e Gilberto Tonellato.
Nel frattempo, per rispondere alle crescenti esigenze di spazi, l’amministrazione comunale ha realizzato i nuovi spogliatoi con annessa segreteria ed è stato reso disponibile un nuovo campo di allenamento. E la Fulgor ha acquistato un ulteriore pulmino per le trasferte, ma soprattutto per il trasporto dei giocatori da casa agli allenamenti e viceversa.
RITORNO IN PRIMA CATEGORIA
Per la prima squadra l’obiettivo, si potrebbe dire naturale, è di salire in Prima Categoria, ritenuta assai più consona alla tradizione e alle ambizioni della società. Ci vogliono alcuni anni, però, per costruire una squadra in grado di fare il salto di qualità. Sono anni di attesa, dei quali, al di là della classifica finale, meritano di essere ricordati una data e un evento abbastanza strano nel mondo del calcio: 10 maggio 2004, nella Fulgor contro il Salgareda giocano contemporaneamente padre e figlio. Sono Livio Morellato, 42 anni, giocatore ma anche dirigente, e suo figlio Kevin, di 16 anni, esordiente in Seconda Categoria.
L’obiettivo della promozione in Prima Categoria viene raggiunto finalmente al termine della stagione 2007-2008.
UNA STAGIONE STREPITOSA
Entusiasmo e tanti ragazzi del Comune
La stagione 2007-2008 è una delle più positive durante la presidenza di Livio Michielin.
La prima squadra, allenata da Sergio Maggiotto, domina il campionato di Seconda Categoria dall’inizio alla fine e lo vince con ben 17 punti di vantaggio sul Ponte Piave seconda classificata.
Se non è un record, poco ci manca. Record sicuro per la Seconda Categoria è, invece, quello stabilito dal portiere Gilberto Tonellato e, giusto dirlo, da tutta la difesa: 733 minuti di imbattibilità.
A Sergio Maggiotto viene assegnata, da parte della sezione di Treviso dell’Associazione Italiana Allenatori Calcio, la “Panchina di Marca 2008”.
È interessante osservare attentamente la foto di quella squadra: i giocatori, in stragrande maggioranza, sono del Comune di Trevignano, cresciuti nella Fulgor sin da bambini. Un gruppo rafforzatosi di anno in anno e portato a maturazione da un allenatore, Sergio Maggiotto, che nei giovani credeva. Non è un caso che, nella maglietta fatta stampare a ricordo di quella promozione, i ragazzi, a fianco dei nomi loro e dei dirigenti, abbiano scritto: “La forza del Gruppo”. Una frase che riassume splendidamente lo spirito di quella Fulgor.
Nella stessa stagione sportiva, sia la squadra allievi sia quella dei Giovanissimi conquistano la promozione al campionato regionale. Una stagione veramente eccezionale.
La permanenza in Prima Categoria dura, però, solo un anno. La Fulgor nel 2008-2009 chiude al terzultimo posto in classifica, a pari punti con il Plavis, ma con una migliore differenza reti. Una posizione vantaggiosa in vista dello spareggio per i play-out, che diventa ancora migliore quando la Fulgor vince la prima gara, in trasferta, per 1-0. Ma nel ritorno perde in casa per 0-2 e retrocede mestamente in Seconda. Un’altra volta, la maledizione degli spareggi.
TRA LA PRIMA E LA SECONDA CATEGORIA
Un grande settore giovanile
La retrocessione in Seconda categoria non provoca particolari sconquassi in società. Livio Michielin rimane presidente e continua la sua opera con gli stessi intenti di prima: rinforzare il settore giovanile e, con determinazione ma senza follie a livello economico, riportare la Fulgor nella categoria superiore.
L’obbiettivo viene raggiunto al termine della stagione 2013-2014, quando la Fulgor, allenata da Stefano Merlo, si classifica al secondo posto nel suo girone, poi supera i play-off e viene ammessa alla Prima categoria. E in prima categoria rimarrà per tre stagioni. È nona nel 2014-2015, una annata positiva sul piano sportivo ma con una conclusione tristissima a livello umano: il 14 luglio perde la vita, in un incidente stradale, Christian Vidotto, diciannove anni non ancora compiuti. Era il capitano e il giocatore di riferimento della squadra Juniores, ma vantava già numerose presenze nella formazione maggiore, con cui aveva contribuito al successo nella stagione precedente e alla salvezza in quella appena conclusa.
Nel 2015-2016 la Fulgor, allenata da Lucio Visentin, conquista un brillante terzo posto, un risultato che le consente di festeggiare con gioia i suoi 70 anni di vita e di attività. Nella stagione successiva, però, non va oltre al tredicesimo posto, che comporta la necessità di affrontare i play-out per rimanere in categoria; ancora una volta, però, esce sconfitta negli spareggi e deve retrocedere.
Con questa retrocessione, si conclude anche la presidenza di Livio Michielin. Una presidenza molto lunga, molto positiva a livello sportivo e societario, nonostante i tantissimi cambiamenti che l’organizzazione del calcio stava vivendo.
CRESCE IL SETTORE GIOVANILE
La speranza viene dai giovani
Durante gli anni della presidenza di Livio Michielin, continuando quanto già avviato negli anni precedenti, molta importanza viene data al settore giovanile.
Le squadre giovanili aumentano di numero e di qualità, anche per l’attento lavoro di Luciano Favero, già allenatore ai tempi di Dino Gheller e ora ritornato alla Fulgor come responsabile di tutto il settore giovanile (ma capace anche di procurare alla società qualche nuovo aiuto economico).
In pochi anni, Juniores, Allievi e Giovanissimi accedono tutti ai rispettivi campionati regionali, gli Juniores addirittura nel campionato élite. Esordienti, Pulcini e Scuola Calcio continuano nel solco della bella tradizione della Fulgor, sia nei campionati federali sia nei tornei ai quali partecipano.
Testimonia l’interesse per il settore giovanile anche una serie di iniziative che la Fulgor realizza in questi anni, sia ampliando quelle già esistenti sia attuandone delle nuove.
Il Torneo giovanile inizialmente intitolato alla memoria di Roberto Costa, poi denominatosi “Pozzebon Impianti Elettrici”, quindi “Torneo Moda Center”, viene esteso a tutte le categorie giovanili: esordienti, giovanissimi, allievi e infin anche Under 16. Accanto ad esso, nasce il “Memorial Corrado Piccolotto” riservato alla categoria Pulcini. Per le Scuole Calcio vengono organizzati tornei specifici, della durata di un’intera giornata (come avveniva già con il “Piccolotto”) comprensiva di pranzo per giocatori e familiari sotto il tendone del campo sportivo.
Un’importante iniziativa, nell’ottica di ampliare sempre più il settore giovanile, a beneficio soprattutto dei ragazzi e dei bambini di Trevignano, è l’istituzione del Fulgor Camp estivo, che ottiene un incoraggiante successo.
I primi frutti non tardano ad arrivare. Nella stagione 2007-2008, quasi a voler accompagnare i successo nel campionato di Seconda Categoria con conseguente promozione in Prima, i Giovanissimi, allenati da Paolo Poloni, si impongono nel campionato provinciale. All’allenatore Paolo Poloni viene assegnata, da parte della sezione di Treviso dell’Associazione Italiana Allenatori Calcio, la “Panchina di Marca 2008” per questa categoria. La squadra Juniores, allenata da Tiziano Visentin, vince la Coppa Disciplina a livello regionale su 132 squadre partecipanti.
Discreti, anche, i risultati delle altre squadre del settore giovanile, soprattutto per la formazione Juniores, allenata da Roberto Piscopo, che si classifica al quinto posto nel campionato regionale.
Negli anni successivi, il settore giovanile conosce qualche momento di difficoltà e le squadre retrocedono dai campionati regionali a quelli provinciali. C’è bisogno di riorganizzare tutto il settore, per crescere in quantità e qualità. Accanto a Luciano Favero iniziano a collaborare due nuovi allenatori: Tobia Bassani, che si occupa soprattutto dell’attività di base, ed Andrea Favotto che nella stagione 2016-2017, subentrato alla guida della formazione Juniores all’inizio del girone di ritorno, stabilisce una specie di record di imbattibilità: tutte vittorie, tranne un pareggio nell’ultima partita della stagione.
FOTO DAL 2000 AL 2017
ANNO CALCISTICO 2000-01












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ANNO CALCISTICO 2016-17












FULGOR LA STORIA – DAL 2017 AL 2019 JAMES STORGATO
UN BIENNIO DI GRANDI SODDISFAZIONI
Un inizio difficile, poi ancora Prima Categoria
Al termine del campionato 2016-2017 Livio Michielin rassegna le dimissioni, per altro già da tempo messe a disposizione ma mai concretizzate per mancanza di sostituti disponibili. Ad assumersi l’onere di guidare la Fulgor è James «Jimmy» Storgato, imprenditore nel ramo della produzione di oggetti per ristoranti, pizzerie e bar. Era entrato già da diversi anni nel consiglio direttivo della Fulgor per sostenere la società nella quale erano impegnati, come giocatori, i suoi tre figli: Andy, Alec e Jody. Nel nuovo Consiglio direttivo, il vicepresidente è Sergio D’Andrea e segretario generale sempre Aldo Bonisiol. Ma vi compaiono anche alcuni ex-giocatori della Fulgor, come Oscar Basso, Omar Ceron e Andrea Favotto, che è anche allenatore della squadra Juniores regionali. Completano il Consiglio, oltre al presidente uscente Livio Michielin, Franco Costi, Mario Feltrin, Pierenzo Gheller, Luca Martignago ed Ermenegildo Morellato.
Il primo impegno del nuovo presidente, facendo tesoro della sua esperienza di imprenditore, è quello di creare all’interno della società un ambiente sereno e rispettoso, nel quale ognuno si senta valorizzato. E nello stesso tempo continuare nella gestione oculata dal punto di vista finanziario, cercando anche nuovi sostenitori, in modo da dare alla società una base sicura su cui operare.
A livello sportivo, per la Fulgor, retrocessa in Seconda categoria, l’obiettivo è ovviamente quello di risalire in Prima categoria o, quanto meno, di porre le basi per un risalita quanto più rapida possibile. Il campionato, però, inizia decisamente male: nessuna vittoria nelle prime sette gare. Si decide di cambiare l’allenatore, affidandosi a Lionello Eros Pesce. La scelta dà i frutti sperati. La Fulgor risale la classifica sino al quinto posto finale. Non si raggiunge la promozione, ma certamente sono state gettate basi solide per il campionato successivo.
La stagione 2018-2019 è quella del ritorno della Fulgor in Prima categoria. La squadra, sempre allenata da Lionello Eros Pesce, inizia bene il campionato, portandosi subito al comando del girone. Ha qualche incertezza nel periodo invernale, poi si riprende e conclude vittoriosa con 65 punti (20 vittorie, 5 pareggi, 5 sconfitte, 57 gol fatti, solo 23 subiti), con due lunghezze di vantaggio sulla Virtus Agredo Savio e 3 sul Fossalunga. Nelle finali per il titolo regionale di Seconda categoria, è sconfitta in semifinale (0-1) dal Rio San Martino. L’obiettivo che James Storgato e i suoi collaboratori avevano fissato due anni prima è raggiunto.
RECORD DI TESSERATI
Dai giovani tante soddisfazioni
Nel biennio della presidenza di James «Jimmy» Storgato, il settore giovanile, grazie anche, se non soprattutto, alla attenta guida di Luciano Favero, continua a mantenere alto il nome della Fulgor.
Nella stagione 2017-2018 la seconda squadra, Juniores regionali, vive anch’essa una stagione di alti e bassi, che si conclude comunque in modo positivo: salvezza conquistata nell’ultima giornata grazie alla migliore differenza reti nei confronti dell’Opitergina. Molto più tranquillo il campionato successivo per la formazione Juniores regionali, sempre allenata da Andrea Favotto con la supervisione dell’allenatore della prima squadra Lionello Pesce. Si mantiene sempre a centro classifica, sino alla fine.
Ottima la stagione 2017-2018 per le formazioni più giovani. In evidenza soprattutto gli Allievi provinciali, allenati da Ivan Martinazzo, che vincono il girone A con 58 punti (19 vittorie ed un pareggio). Nel girone finale, valido per il titolo provinciale, vengono eliminati in semifinale dal Portomansuè. I Giovanissimi 2003 nel loro campionato provinciale si classificano al terzo posto grazie ad uno straordinario girone di ritorno. Il capocannoniere è Luca Venturato, con 21 reti, tutte nel girone di ritorno.
Come sempre molto buona la stagione delle formazioni dei più giovani; brillano in particolare i risultati ottenuti nel Torneo di Natale organizzato dalla Figc di Treviso: successo degli Esordienti 2005-2006 (3-0 al Resana nella finale) e terzo posto per gli Esordienti 2006-2007, che in finale si impongono sul Riese con un sonoro 6-1.
Nella stagione successiva, 2018-2019, le formazioni del settore giovanile non ottengono nessuna vittoria finale, ma per la Fulgor è un orgoglio poter schierare ben tre formazioni nei campionati regionali: Juniores Under 19, Allievi Under 17 e Giovanissimi Under 15. Disputano invece il campionato provinciale le seconde squadre degli Allievi (2003) e dei Giovanissimi (2005).
Degni di nota sono anche alcuni risultati nella Classifica Disciplina: gli Allievi provinciali di Luciano Favero sono ottavi su quarantaquattro squadre; i Giovanissimi regionali Under 15 allenati da Michele Zanlorenzi con Andrea Favotto, sono sesti su cinquantadue società partecipanti. Sono risultati da ricordare.
JAMES STORGATO SI RITIRA
È il momento di Sergio D’Andrea
Il biennio della presidenza di James Storgato si chiude con un bilancio decisamente positivo. La Fulgor è ritornata in Prima Categoria, ha ottenuto buoni risultati con il settore giovanile, ha raggiunto il record di tesserati nella sua storia.
Ma proprio questo record crea problemi al presidente, perché gli spazi per gli allenamenti sono decisamente inferiori alle necessità. Ci vorrebbero altri due spogliatoi, per non dover costringere nello stesso spogliatoio squadre di età diversa. Ci vorrebbe, se non proprio un campo, almeno un altro spazio per gli allenamenti del settore giovanile, ormai costretti quasi tutti negli stessi orari in seguito al protrarsi degli impegni scolastici. Per risolvere il problema la Fulgor presenta all’Amministrazione comunale la richiesta, con tanto di progetto, per un nuovo spazio di allenamento. James Storgato, con la sua mentalità di imprenditore, vorrebbe risposte rapide, che invece l’Amministrazione comunale non è in grado di dare. La risposta positiva e la conseguente realizzazione del quarto campo arriverà qualche anno dopo, a cavallo tra il 2021 e il 2022.
Ma non è solo questo a determinare le dimissioni di Storgato. Non mancano, infatti, divergenze di idee all’interno del Consiglio direttivo. Niente di grave, certo; si potrebbe dire una normale dialettica, ma a «Jimmy» viene meno quell’entusiasmo che è indispensabile per continuare a guidare una società. E così decide di passare la mano a Sergio D’Andrea.
FOTO DAL 2017 AL 2019
ANNO CALCISTICO 2017-18













ANNO CALCISTICO 2018-19














FULGOR LA STORIA – DAL 2019 AL 2022 SERGIO D’ANDREA
VINCE LA PANDEMIA
Tre anni molto complicati
Dopo il ritorno in Prima Categoria, in vista della stagione 2019-2020 la Fulgor cambia nuovamente dirigenza. Jimmy Storgato è sostituito da Sergio D’Andrea.
D’Andrea è nella Fulgor si potrebbe dire da sempre. Per dieci anni è stato giocatore nel settore giovanile, dagli esordienti sino alla formazione Under 21 che era stata allestita all’epoca di Dino Gheller e giocava nel campo di Signoressa, allenata da Claudio Comin e Fanio Visentin. Con la formazione allenata da Andrea Agnoletto, D’Andrea aveva anche vinto il campionato regionale Allievi, ma ha mai giocato in prima squadra; può vantare solo una presenza in panchina, nella stagione 1979-1980, quando la Fulgor di Ennio Pupulin ha vinto il campionato di Prima Categoria. Poi ha giocato qualche anno nel Barcon, quindi è passato al Calcio Amatori Trevignano, di cui è stato prima giocatore poi anche presidente.
Alla Fulgor, in cui era impegnato come giocatore il figlio Alessio, è tornato nella stagione 2016-2017, come consigliere e vicepresidente di Livio Michielin, ruolo che ha mantenuto anche nelle due annate successive, durante la presidenza di Jimmy Storgato, culminate proprio con il ritorno in Prima Categoria. Quando Storgato ha deciso di passare la mano, è sembrato naturale che fosse lui a sostituirlo. Il Consiglio Direttivo è formato da Oscar Basso, vicepresidente, Aldo Bonisiol, segretario, Maurizio Bellon, Andrea Favotto, Mario Feltrin, Luca Gheller, Pierenzo Gheller, Luca Martignago, Livio Michielin, Ermenegildo Morellato, Aldo Soligo.
D’Andrea inizia la sua presidenza con grande entusiasmo, cercando anzitutto di incrementare la compattezza del gruppo dirigente e tra questo e i vari collaboratori che contribuiscono alla vita della società. Carca di introdurre anche nel calcio il “terzo tempo” sullo stile del rugby. Gli piace creare improvvisi momenti conviviali con i giocatori. Insomma, vuole che ci sia entusiasmo all’interno della società e che tutti si sentano coinvolti nel progetto che il Consiglio direttivo intende realizzare: mantenimento della Prima Categoria e ulteriore sviluppo e potenziamento del settore giovanile.
La stagione parte decisamente bene, ma a fermare tutto arriva, alla fine di febbraio, la Pandemia per il Covid 19. I campionati vengono sospesi e mai più ripresi. Sono mesi davvero difficili, anche per le regole non sempre chiare sul comportamento prescritto perché si possa mantenere in vita quel minimo di allenamento che un’attività sportiva comunque richiede.
Il blocco dell’attività provoca anche conseguenze economiche non indifferenti: la terza rata delle quote del settore giovanile non è più riscossa, mentre invece i rimborsi spese per i vari allenatori sono regolarmente onorati. Manca anche il Torneo Giovanile di primavera, il primo “sponsor” della società.
La Fulgor, posizionata nella zona superiore del centro classifica, è comunque confermata in Prima Categoria per il campionato 2020-2021, che comunque verrà anch’esso sospeso nel mese di ottobre e mai più ripreso.
Due stagioni in pratica senza calcio. Ma, nonostante ciò, l’entusiasmo non viene meno, anzi alla ripresa delle attività nel campionato 2021-2022 la Fulgor si sdoppia. Tanti ragazzi sono ormai usciti dal settore giovanile, dalla categoria Juniores, e non tutti possono trovare posto in prima squadra. D’altronde, anche per le incertezze in cui molte società si dibattono dopo lo stop per Pandemia, non è facile per loro trovare un’altra sistemazione. Per evitare che l’unica scelta possibile sia quella del Calcio Amatori, il direttivo della Fulgor decide di allestire, accanto alla formazione per la Prima Categoria, anche una formazione Under 23 che avrebbe giocato in Terza Categoria. Un’esperienza durata per due stagioni.
La formazione maggiore inizia il campionato con qualche incertezza, ma è convinzione comune che la salvezza possa essere conquistata senza gradi patemi. La squadra, in effetti, non gioca male, tutt’altro, ma manca di concretezza (ed spesso anche molta sfortuna) in zona gol. Alla fine il campionato si conclude, purtroppo, con una nuova retrocessione in Seconda Categoria.
Non è la retrocessione, comunque, a determinare le dimissioni da presidente di Sergio D’Andrea, ma la difficoltà di far conciliare il tempo da dedicare alla Fulgor con i suoi impegni professionali. Ha lasciato la presidenza ma è rimasto ancora un anno nel consiglio direttivo.
Tre anni complicati, i suoi, ma positivi. Ha voluto realizzare delle migliorie all’interno dell’impianto sportivo, spostando il bar, con relativa tettoia, vicino all’ingresso e con una succursale invernale all’interno, in modo che ci fosse un luogo confortevole dove sostare e incontrarsi.
Ha subito la Pandemia, per tre anni non ha potuto far svolgere il Torneo Giovanile di Primavera, due volte per la Pandemia, una per i lavori che si stavano eseguendo sulla pista di atletica, eppure ha chiuso con il bilancio economico in leggero attivo. Una buonissima base di partenza per chi lo avrebbe sostituito.
Soddisfazioni dal SETTORE GIOVANILE
Allievi campioni regionali
Nei tre anni di Sergio D’Andrea alla presidenza, se la formazione maggiore ha alternato gioie e qualche delusione, dal settore giovanile sono venute invece solo soddisfazioni. Tutte le formazioni, dagli Esordienti agli Juniores, sono riuscite a conquistare il diritto di disputare i campionati regionali. Anzi gli Allievi, vincendo il campionato regionale, sono stati ammessi al torneo élite. Vediamo con ordine.
Nella stagione 2019-2020, al momento dell’interruzione per pandemia, gli Allievi regionali, allenati da Andrea Favotto, sono secondi in classifica, dietro al Treviso con cui hanno appena perso la sfida diretta. Grazie a questo piazzamento, sono ammessi, per la stagione 2020-2021 al campionato élite, ma sono costretti a rinunciare, sia perché la comunicazione arriva pochi giorni prima dell’inizio del campionato, sia perché erano inseriti nel girone veronese, con conseguenti gravi spese di trasferta. Anche quel campionato, comunque, fu bloccato per pandemia.
Nella stagione 2021-2022 gli Allievi Under 17 (annata 2005) vincono il campionato regionale con diverse giornate di anticipo, lasciando a 7 punti di distanza il Conegliano che per altro schierava tutti ragazzi del 2004. 80 i gol segnati, 41 dei quali da parte di Andrea Barzacola. L’ammissione al campionato élite arriva di conseguenza.
Positiva anche la stagione dei Giovanissimi Under 15, allenati da Andrea Scremin, che nel campionato regionale ottengono la programmata salvezza.
FOTO DAL 2019 AL 2022
ANNO CALCISTICO 2019-20












ANNO CALCISTICO 2020-21














ANNO CALCISTICO 2021-2022














FULGOR LA STORIA – DAL 2022 AL 2025 ENNIO FILIPPETTO
RITORNA ENNIO FILIPPETTO
Dalla Seconda alla Prima Categoria
La stagione 2022-2023 si apre con il ritorno di Ennio Filippetto alla presidenza. Dopo la prima esperienza da presidente della Fulgor, dal 1995 al 2000, Ennio Filippetto ha ricoperto diversi incarichi nel mondo del calcio, a livello provinciale e regionale. Dal 2001 al 2009 è stato presidente della Federazione di Treviso. Subito dopo è presidente e fondatore della Treviso Academy, il settore giovanile del Calcio Treviso. Nel 2012 viene eletto nel consiglio del Comitato Regionale Veneto, dove rimane per i quattro anni del mandato. Quindi, per altri quattro anni, è presidente di Calcio Veneto, la società che gestisce gli immobili del Comitato Regionale. Un’esperienza lunga e diversificata, la sua.
Nel 2022, accogliendo le sollecitazioni di alcuni consiglieri della Fulgor che gli chiedevano di riversare tutta questa esperienza a favore della società, e per un senso di appartenenza affettiva alla società in cui era stato prima giocatore nelle giovanili e poi presidente, accetta l’incarico.
Con lui entra in società, come segretario, Paolo Favotto, già giocatore delle giovanili della Fulgor da cui poi era passato al Treviso, poi anche allenatore del settore giovanile. Completano il Consiglio Direttivo Oscar Basso, vicepresidente, Livio Michielin, tesoriere, Rita Crema, Sergio D’Andrea, Valter Erbi, Andrea Favotto, Mario Feltrin, Luca Gheller, Luca Martignago, Pierluigi Sartor, Leny Veneran.
In base al nuovo statuto della società, che prevede la durata delle cariche sociali per due anni e ne limita il numero dei componenti, il Consiglio Direttivo in carica per il biennio 2024-2026 è così composto: Ennio Filippetto presidente, Oscar Basso vicepresidente, Mario Feltrin, Luca Gheller, Luca Martignago, Mario Schiavon e Paolo Frassetto; segretario è Paolo Favotto.
Nella Fulgor, nonostante i problemi causati dalla Pandemia, con lo stop forzato di due anni, Filippetto trova una situazione tutto sommato positiva, sia dal punto di vista finanziario, sia sotto il profilo strettamente sportivo. È vero che la prima squadra era retrocessa in Seconda Categoria, ma il settore giovanile, cresciuto in quantità e qualità negli ultimi anni, aveva ripetutamente ottenuto ottimi risultati e consentiva di nutrire motivate speranze per il futuro, anche per la formazione maggiore. Una dimostrazione del valore del settore giovanile viene offerta dalla squadra Juniores, allenata da Andrea Favotto, che nella primavera del 2023 si aggiudica il “Torneo della Marca”, una manifestazione di grande valore.
In effetti, dopo un primo campionato di rodaggio, con il terzo posto finale, nel campionato 2023-2024 la Fulgor domina il proprio girone e ritorna in Prima Categoria, stabilendo anche un record di 41 risultati utili consecutivi.
In Prima Categoria si conferma nella stagione 2024-2025, con il settimo posto finale, e in Prima Categoria sta disputando il campionato 2025-2026.
Panorama assolutamente, positivo, dunque a livello sportivo. Se mai, i problemi vengono dalla riforma del calcio imposta da una legge nazionale, i cui primi risultati, tutt’altro che positivi, sono stati l’aumento delle pratiche burocratiche, l’incremento dei costi e soprattutto, con la fine del vincolo che legava per un certo periodo il giocatore alla società, l’impossibilità di programmare in futuro facendo affidamento sul proprio settore giovanile. I giocatori sono liberi di andarsene quando vogliono e la società che li ha fatti crescere si trova all’improvviso con un pugno di mosche. Viene da chiedersi, a questo punto, se valga la spesa investire ancora sul settore giovanile. Se non lo si facesse più, però, ci sarebbero conseguenze molto gravi: sotto il profilo sportivo e, ancor di più, a livello sociale.
Non resta che augurarsi che chi dirige lo sport dilettantistico, a livello politico prima ancora di quello federale, apporti le dovute modifiche alle normative attuali, per rendere meno incerta l’opera di chi con passione si impegna a garantire un futuro alle tante società dilettantistiche, il cui scopo è certamente quello di formare atleti, ma prima ancora di aiutare ragazze e ragazzi a maturare la propria personalità e a crescere come cittadini consapevoli e rispettosi gli uni degli altri.
UNA GRANDE SOCIETA’
Oltre 200 i tesserati del settore giovanile
La Fulgor, sin dalla sua origine, ha sempre prestato molta attenzione al settore giovanile. Da qui sono venuti moltissimi giocatori che poi hanno dato consistenza alla formazione maggiore, mentre altri, più dotati, hanno preso altre strade, in certi casi arrivando sino alla serie A ed anche alle rappresentative nazionali, anche quella assoluta. Ne parleremo più avanti.
Negli ultimissimi anni il settore giovanile della Fulgor è riuscito a disputare sempre i campionati regionali; qualche volta alcune squadre si sono salvate con una certa sofferenza, ma mantenere la categoria è già un merito non piccolo. Come è un merito non piccolo quello della formazione Juniores che disputa il campionato regionale élite. Quanto a titoli vinti, per la formazione Juniores, spicca la vittoria nel Torneo della Marca 2013.
Attualmente, stagione sportiva 2025-2026, il settore giovanile della Fulgor conta oltre 200 tesserati e ben 13 squadre che disputano i rispettivi campionati.
Piccoli Amici, annate 2019 e 2020: una squadra.
Primi Calci, annate 2017 e 2018: due squadre.
Pulcini, annate 2015 e 2016: due squadre.
Esordienti, annate 2013 e 2014: tre squadre.
Giovanissimi, annate 2011 e 2012: due squadre.
Allievi, annate 2009 e 2010: due squadre.
Juniores élite, annate 2007 e 2008, una squadra.
FOTO DAL 2022 AL 2025
ANNO CALCISTICO 2023-24














ANNO CALCISTICO 2024-2025









